
Come aveva fatto a dimenticarlo? Come?
Quel rumore..quel suono sfuggente..improvviso, breve, eppur così intenso..era il suono che più la riempiva di sè..Sensazione difficile da capire per chi non l'ha mai provata..sono pochi istanti quelli che intercorrono dal momento in cui la palla lascia la tua mano, a quello in cui appare dal nulla il suono..il suono della palla che striscia contro la rete del canestro..
Non so se qualcuno di voi potrebbe capirla..immaginate un palazzetto vuoto..non illuminato se non dalla luce del sole che penetra da finestroni posti in alto, quasi solo per ricordare che quel campo, quel palazzetto, non è tutto l'universo, se non per 40 minuti o poco piu'. Non c'è nessuno sugli spalti, deserti..non un rumore, non un applauso, non un chiacchierio...siete solo in due: tu e la palla...e un senso di potere..
Il canestro è lì, che ti guarda con aria di sfida, con l'aria di chi pensa che non ce la potrai mai fare..
La linea dei tre è lì...che ti separa dal canestro..
Due palleggi, che rimbombano per il campo vuoto..mezzo secondo..e senti quella sensazione nelle mani...mani che esprimono tutta la forza che ti viene da dentro, tutta la determinazione...la palla ha preso il volo, comincia a girare su sè stessa..comincia a salire..e tu rimani lì, con il braccio alzato e la mano piegata a inseguirla con lo sguardo..e sai che se non ci credi fino in fondo la palla non entra..lo sai...è una questione di volontà..di fiducia..ed ecco che inizia la parabola discendente..è lì ormai..pochi metri e si vedrà se hai creduto abbastanza in te stesso..ed eccolo lì quel suono..a conferma del fatto che ce l'hai fatta, che in fondo, anche tu puoi farcela..quel suono che ti entra dentro..e che puo' cambiare le sorti di una partita..E se anche riesci a segnare, ma con l'aiuto del ferro o del tabellone..no, non è lo stesso...ti senti solo fortunato..è come se non ci avessi creduto fino in fondo...
Era quello il suono che aveva quasi dimenticato..come aveva potuto?...
Ma adesso aveva capito che, a volte, per credere più in se stessa, doveva tornare a ritrovarsi di fronte a un canestro, sulla linea da 3, con la palla in mano..e sfidarsi da sola..deve entrare...lo so che entrerà..neanche una ventata d'aria potrà cambiare direzione alla palla...
2 commenti:
che belle parole donnina...sono senzazioni particolari...è vero...difficili da spiegare, ma è lo stesso per me quando sento il ritmico calpestio degli zoccoli di un cavallo... :)
bacione!!! Manù
Bellissime parole, mi hai fatto rivivere per qualche secondo un'esperienza stupenda ormai andata
Ricordi meravigliosi
Grazie di cuore
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