sabato 10 maggio 2008

O que me falta...







SAUDADE............

domenica 20 aprile 2008

il deserto



rendersi conto di quello che abbiamo, rendersi conto di quello che la natura ti offre...di quello che la vita di offre...

Forse quel viaggio le aveva fatto apprezzare tante piccole cose scontate, a cui non aveva mai dato troppa importanza...le aveva fatto apprezzare ancora di più la varietà dei paesaggi che la circondavano.. ma soprattutto lo splendore e l'importanza degli amici che la circondavano..
...all'alba, al tramonto, nel sahara...silenzio... salire sulle dune e vedere che dopo ogni salita c'è una dicesa... e poi un'altra salita, e ancora una discesa.. capire che dipende da noi.. trovare il coraggio per riuscire ad arrampicarsi, per raggiungere la cima solo dopo ore.. e notare che invece la discesa dura solo qualche minuto... ma non è il tempo che conta, bensì l'intensità: quando si arriva su.. si domina il mondo.. ci si abbandona a scenari spettacolari.. l'adrenalina sale alle stelle...
Quelle montagne di sabbia.. che sembrano tanto forti e che invece possono essere spazzate via da una ventata d'aria...
Finalmente capì che quella doveva essere come una metafora della sua vita: affrontare coraggiosamente le salite, godersi il più possibile le rotolate verso il basso.. e non disperare se la cima non arrivava più, perchè tante piccole altre cose avrebbero potuto contribuire a livellare le montagne invalicabili e farla così arrivare a destinazione, ma sempre e comunque una destinazione provvisoria... per poi ripartire..
in fondo bastava solo un soffio d'aria..

domenica 23 marzo 2008

un guerriero della luce

" Un guerriero della luce fa sempre qualcosa fuori dal comune.
Può ballare per la strada mentre si reca al lavoro, guardare negli occhi uno sconosciuto e parlare d'amore al primo incontro, difendere un'idea che può sembrare ridicola. I guerrieri della luce si permettono simili cose.
Egli non ha paura di piangere per antiche pene, o di gioire per nuove scoperte. Quando sente che è giunto il momento, lascia tutto e parte per l'avventura tanto sognata. Quando capisce di essere al limite della resistenza, abbandona il combattimento, senza colpevolizzarsi per aver fatto un paio di follie inaspettate.
Un guerriero della luce non passa i giorni tentando di rappresentare il ruolo che altri hanno scelto per lui."


DA: "Manuale del guerriero della luce", Paulo Coelho

martedì 11 marzo 2008

mappamondo



à procura dum lugar no mundo
alla ricerca di un posto nel mondo
looking for a place in the world

venerdì 7 marzo 2008

voglia



voglia di fare un buco nell'acqua e un salto nel vuoto.. nell'ignoto.. voglia di perdersi nello sconosciuto.. voglia di cambiare.. di partire alla lunga ricerca di qualcosa che forse non c'è, nè mai ci sarà.. voglia di conoscere il futuro scoprendolo poco a poco.. voglia di incontrare nuove persone, persone che hanno tanto da raccontare.. voglia di conoscere il mondo e di conoscere sè stessa.. voglia di scoprire cosa c'è al di là della collina, dietro ad un palazzo, in fondo al mare.. voglia di camminare per le strade del mondo con gli occhi al cielo, voglia di non dare mai niente per scontato, e di soffermarsi sui più piccoli dettagli.. voglia di conoscere l'animo umano, in tutte le sue forme.. voglia di divertimento e voglia di solitudine.. voglia di tornare indietro e di andare avanti.. voglia di non sentirsi bloccata in un presente destabilizzante..voglia di vedere tutto da un'altra prospettiva arrampicandosi su una scala d'aria..

venerdì 15 febbraio 2008

O mundo das nuvens


Cada vez que chegava fevereiro, ela perdia-se nos seus pensamentos... começava a viver no seu proprio mundo..um mundo que nao existia, que existia so' na cabeça dela. Era um mundo em preto e branco, era um mundo mais ou menos frio, mas havia sempre sol. Era um mundo de nuvens, e cada nuvem rapresentava um pensamento diferente..So' ela podia saltar de uma nuvem à outra. Mas infelizemente estas nao eram as nuvens dos desenhos das crianças, eram as nuvems que sempre traziam chuva...mas ela nao estava muito preocupada, porque no mundo dela sempre havia sol..e o sol pode secar a agua..
O unico problema era organizar a disposiçao das nuvens no cel, para nao obscurecer o sol..e nem sempre conseguia fazer isso! O humor dela dependia da prensença ou da falta do sol..ninguém chegava a compreender isso...razao por que ninguém nunca chegou a compreende-la..E neste preciso momento ela precisava de reorganizar as nuvens no cel...de rever outra vez as suas prioridades..tinha que começar a soprar um pouco de ar para deslocar as nuvens..

domenica 10 febbraio 2008

..canestro..


Come aveva fatto a dimenticarlo? Come?

Quel rumore..quel suono sfuggente..improvviso, breve, eppur così intenso..era il suono che più la riempiva di sè..Sensazione difficile da capire per chi non l'ha mai provata..sono pochi istanti quelli che intercorrono dal momento in cui la palla lascia la tua mano, a quello in cui appare dal nulla il suono..il suono della palla che striscia contro la rete del canestro..
Non so se qualcuno di voi potrebbe capirla..immaginate un palazzetto vuoto..non illuminato se non dalla luce del sole che penetra da finestroni posti in alto, quasi solo per ricordare che quel campo, quel palazzetto, non è tutto l'universo, se non per 40 minuti o poco piu'. Non c'è nessuno sugli spalti, deserti..non un rumore, non un applauso, non un chiacchierio...siete solo in due: tu e la palla...e un senso di potere..
Il canestro è lì, che ti guarda con aria di sfida, con l'aria di chi pensa che non ce la potrai mai fare..
La linea dei tre è lì...che ti separa dal canestro..
Due palleggi, che rimbombano per il campo vuoto..mezzo secondo..e senti quella sensazione nelle mani...mani che esprimono tutta la forza che ti viene da dentro, tutta la determinazione...la palla ha preso il volo, comincia a girare su sè stessa..comincia a salire..e tu rimani lì, con il braccio alzato e la mano piegata a inseguirla con lo sguardo..e sai che se non ci credi fino in fondo la palla non entra..lo sai...è una questione di volontà..di fiducia..ed ecco che inizia la parabola discendente..è lì ormai..pochi metri e si vedrà se hai creduto abbastanza in te stesso..ed eccolo lì quel suono..a conferma del fatto che ce l'hai fatta, che in fondo, anche tu puoi farcela..quel suono che ti entra dentro..e che puo' cambiare le sorti di una partita..E se anche riesci a segnare, ma con l'aiuto del ferro o del tabellone..no, non è lo stesso...ti senti solo fortunato..è come se non ci avessi creduto fino in fondo...

Era quello il suono che aveva quasi dimenticato..come aveva potuto?...
Ma adesso aveva capito che, a volte, per credere più in se stessa, doveva tornare a ritrovarsi di fronte a un canestro, sulla linea da 3, con la palla in mano..e sfidarsi da sola..deve entrare...lo so che entrerà..neanche una ventata d'aria potrà cambiare direzione alla palla...

giovedì 7 febbraio 2008

camminando..

Camminava...non si sa verso dove, nè spinta da cosa..ma camminava..
Ne aveva bisogno..non sapeva bene perchè..ma ne aveva bisogno.. Forse era il bisogno di dimenticare, forse quello di ricordare..perchè sì, di ricordi ne aveva molti, forse troppi. Forse era il bisogno di pensare o quello di riuscire a non pensare..
Ma intanto continuava a camminare..camminare nella sua mente, e nella sua città.. SUA..chi diceva fosse la sua città? Probabilmente lei non aveva neanche una città sua..ormai..non aveva più una sua città. Si definiva cittadina del mondo..ma di quale mondo? Probabilmente non sapeva neanche questo.. ma intanto continuava a camminare, e a pensare, e a dimenticare...forse prendere un po' d'aria le avrebbe fatto bene..